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Le donne "chiamate" da Gesù

venerdì 29 gennaio 2016

Le donne  

Il 19 dicembre 2015 al Gradaro, si è tenuto un incontro con la biblista: sig.ra Rosanna Virgili che ha presentato le donne dei vangeli, "chiamate" da Gesù, in un modo molto diverso rispetto agli apostoli.

Tema dell'incontro: "Profuno di donna: sulla scia delle donne senza nome nei Vangeli".



La riflessione partiva dalla spiegazione del senso dei colori usati da Martina Bugada per scrivere questa icona che appunto presenta alcune delle donne dei vangeli.

Chi è interessato ad ascoltare l'intervento, della durata 1,5 ore, può cliccare qui.

Tante persone ricordano cos'è successo nel '68...

L'emacipazione femminile che partiva dal basso, dal mondo, dalla società, dopo 2000 anni di cristianesimo. Certo sappiamo quante problematiche ha creato, ma sempre una liberazione che parte come ribellione dal basso le crea. Ma in questo cambiamento necessario si può anche leggere l'azione dello Spirito.

Perchè quello stato era presente da sempre prima di Gesù e in talune zune del mondo lo è ancora oggi...

Dalla lettura proposta della sig.ra Virgili presa dai testi che tutti conosciamo, si può pensare che la Chiesa di Cristo avrebbe potuto liberare le donne molto tempo prima, se...

Ora grazie al '68 anche la Virgili ha potuto frequentare teologia e diventare ciò che è, per poter far conoscere a noi e a tutti ciò che Gesù Cristo aveva già fatto per tutte le donne del mondo.

In precedenza a questo incontro, era stato organizzato, all'interno del nostro Sinodo diocesano, un seminario altrettanto interessante, ma con un altro taglio... come qui sotto spiegato...

Il 7 feb. 2015 è stato organizzato dal Centro Diocesano Dialogo Fede e Cultura con la collaborazione di alcune donne appartenenti all’Ordine della Sororità,– nella sala Maria Teresa - il Seminario dal titolo “C’erano con Lui i Dodici e alcune donne … e molte altre” guidato dalla professoressa e teologa Serena Noceti, vicepresidente dell’Associazione Teologica Italiana, con la partecipazione iniziale di mons. Claudio Cipolla.

È bene notare che è la prima volta che in Italia si svolge un incontro simile in un ambito sinodale. È un’importante presa di coscienza del compito che spetta a tutte le donne nella Chiesa.

Nella prima parte della sua relazione, la professoressa Noceti ha guidato le partecipanti lungo le varie fasi della storia della Chiesa evidenziando come - dopo la prima generazione che ha vissuto un momento di sospensione del patriarcato - l’adeguamento alle richieste della società contemporanea abbia fatto sì che le donne non avessero più diritto di parola. Gesù nella sua breve vita, invece, le aveva considerate sue interlocutrici attive. La Chiesa ha vissuto di questo patriarcato per 2000 anni e questo dura tutt’ora, anche se dal Vaticano II ci sono state parziali aperture.

La sua esposizione della durata di 1,5 ore, cerca di far prendere coscienza alle donne presenti (circa 40 ) dell’importanza e della necessità che “la parola delle donne nella Chiesa possa essere autorevole, pubblica ed edificatrice”, proprio a partire dal rapporto di Gesù con le donne che lo hanno incontrato e accompagnato nel suo cammino per 3 anni, per denunciare quanto di positivo è andato perduto in 2000 anni, come servizio dentro la Chiesa che Lui ha voluto, formata da donne e uomini. E così riconoscere quanto sia doveroso riprendere ciò che Lui aveva iniziato per il bene di tutta la Chiesa.

Allora il concetto di fondo è una frase della Noceti: “Io in quanto donna battezzata, posso dire qualcosa alla Chiesa perché sono Chiesa”. E così poter ripensare la Rivelazione cristiana per quanto è stato perso secondo il volere di Gesù Cristo.

L’aiuto ci viene dalla parabola della dracma, la moneta perduta di Lc 15,8-10: “Dobbiamo andare e ricercare ciò che era perduto, serve accendere la luce per cercare accuratamente, con zelo e con fatica con uno scopo: finché si ritrova, e poi si farà festa tutti insieme!” Perché solo così sarà più una Chiesa di Cristo.

È questa senz’altro una nuova modalità necessaria e inderogabile che riconosce mancanze e errori passati, per poterli superare guardando avanti con fiducia, secondo l’azione dello Spirito. Sono modalità sviluppate sia dalla professoressa Noceti che dalla biblista Virgili. Che ho notato anche in testi di p. Maggi.